Metasequoia bonsai

Metasequoia, fa parte della famiglia delle Cupressaceae con foglie aghiformi. E’ una pianta storica di cui si pensava fosse estinta nel Pliocene, ma dopo il ritrovamento di alcuni reperti fossili, è stata riscoperta una formazione in alcune zone della Cina, vicino alle rive del fiume Yangtze.

In autunno le foglie aghiformi cambiano colore dal verde al marrone per poi cadere lasciando visibile la ramificazione e facendo risaltare la corteccia molto scura. I nuovi germogli si riapriranno all’inizio della primavera.

ESPOSIZIONE
L’esposizione della Metasequoia è all’esterno, nella stagione invernale fare attenzione alle gelate. Per non compromettere le radici si può coprire il vaso o riparare la pianta in serra fredda.

RINVASO
Il rinvaso dei bonsai di Metasequoia va fatto in primavera, poco prima dell’ingrossamento delle gemme.

STILE
Gli stili più usanti per bonsai di Metasequoia sono stile eretto formale o boschetto.

CONCIMAZIONE
Dall’inizio della stagione vegetativa che va da marzo fino alla metà di ottobre, evitando di concimare nel periodo più caldo, solitamente il mese di agosto.

akadama

Il ph dei substrati per la coltivazione del bonsai

Il Ph dei substrati per la coltivazione del bonsai, dovrebbero essere usati anche conoscendo il ph degli stessi, per usarli correttamente.

Il ph dell'akadama per la coltivazione dei bonsai.

Il ph dell’akadama per la coltivazione dei bonsai

Il valore del ph dell’Akadama definita tendenzialmente acida, va dal 5 al 6. Per tale motivo in Giappone viene usata anche al 100% su Camelia e Gardenia e per gli aceri.

Il ph della Kiryu per la coltivazione dei bonsai.

Il ph della Kiryu per la coltivazione dei bonsai.

La Kiryu o Kiryuzuna solitamente indicata per le conifere, come ad esempio sui pini, il suo ph va dal 6 al 6,5.

Il ph della kanuma per la coltivazione dei bonsai.

Il ph della kanuma per la coltivazione dei bonsai.

Il ph della Kanuma indicata per la coltivazione di azalee è dal 4 al 5.

Viste le differenze di ph è importante conoscere, il ph dei substrati per la coltivazione dei bonsai, per usare le corrette miscele. Usando bene le terre o terricci si riesce a coltivare meglio.

Segui il link per l’acquisto dei substrati per Bonsai: Terre per bonsai

Annaffiatura Bonsai

annaffiatura bonsai

L’annaffiatura del bonsai è l’operazione più importante da imparare, per mantenere un bonsai. Spesso uno dei problemi che causano l’ingiallimento delle foglie o disseccamento dei rami, è anche causa di una scorretta irrigazione.

Pertanto pensiamo che una guida con dei consigli pratici, possa essere utile, se ti appresti a voler tenere un bonsai in casa, oppure anche all’esterno.

Qualcuno pensa che il bonsai si debba bagnare poco e spesso, il bonsai invece, deve essere bagnato bene quando è asciutto, come le altre piante da appartamento.

Come prima cosa quando si acquista un bonsai o vi viene regalato, bisogna accertarsi se il bonsai è da interno o da esterno, per capire la sua corretta collocazione.

E’ bene controllare che il vaso abbia dei fori sotto, in modo tale che quando bagnate, l’acqua in eccesso possa uscire dai buchi.
A volte ci capita che qualche cliente ci porti la pianta acquistata e il vaso non abbia nessun foro. Considerate che quando bagnate, l’acqua andrà a depositarsi sul fondo, creando ristagno e problemi alle radici, e potrebbero marcire. Quindi è importante assicurarsi che ci sia almeno un foro di drenaggio.

Come dicevamo inizialmente, il bonsai va bagnato bene quando è asciutto, pertanto bisogna assicurarsi tastando il terreno, che non sia ancora umido. Vi consigliamo di controllare in profondità, oppure anche con l’uso di uno stuzzicadente, il quale potrebbe essere d’aiuto per capire se l’alberello è asciutto solo in superficie.

Puoi bagnare il bonsai per immersione, quindi immergendo nell’acqua la pianta con il vaso, in una bacinella o nel lavandino, fino all’altezza del vaso. Va tenuto per il tempo necessario, fino a quando l’acqua non entra nel terreno. Un tempo indicativo per questo tipo di annaffiatura, potrebbe essere 5 minuti.

Un altro metodo per annaffiare, è da sopra con un annaffiatoio, o nel caso avete possibilità all’esterno, con una lancia di irrigazione a doccia. In questo caso si bagna bene fino a vedere l’acqua uscire, dai fori di drenaggio.

Usare un bicchiere per annaffiare lo sconsigliamo, in quanto è difficile bagnare bene il terreno ovunque e in modo uniforme.

Altra cosa che assolutamente è sbagliato fare, è che il bonsai si possa innaffiare con uno spruzzino. Per bagnare con questo metodo bisognerebbe perdere un sacco di tempo per bagnare completamente la terra, come avviene con un annaffiatoio.
Lo spruzzino invece, potrebbe tornare utile, sempre sui bonsai da interno, per bagnare le foglie e creare l’effetto rugiada. In questo modo si elimina anche la polvere che si deposita sulle foglie e aiuta a tenerle idratate. Attenzione, che in questo caso conviene usare acqua demineralizzata o decantata, per evitare che poi restino i segni del calcare sulle foglie.

Azalea Bonsai | Come mantenerla

Esposizione: Da posizionare all’esterno. Si può esporre in pieno sole fino ad Aprile o comunque fino a quando le temperature non s’intendano estive. Da maggio conviene posizionarla ombreggiata fino a settembre oppure che abbia il sole al mattino ed ombra al pomeriggio.

In autunno ed inverno il bonsai va sempre tenuto all’esterno, nel caso di gelo coprire il vaso oppure tenerla sotto muro, un sottoportico o eventualmente in una serra fredda.

Annaffiatura: Quotidiana in estate con annaffiatoio o lancia d’irrigazione, il bonsai va bagnato bene fino a quando l’acqua esce dai fori sotto il vaso. Consigliamo di usare acqua piovana, di pozzo o far decantare l’acqua in una bottiglia.

Tra un’annaffiatura e l’altra attendere che il terreno si asciughi.

Il colore della kanuma cambia. Se è asciutta tende al giallo chiaro, se bagnata al giallo scuro, pertanto aiuta a capire quando è da bagnare o meno.

Da settembre fino ad ottobre le annaffiature vanno fatte con intervalli di più giorni fino a diventare sporadiche in inverno, nel caso non piovese per più giorni attenersi alla regola di controllare il colore del terreno.

Potatura: La potatura può essere eseguita dopo la fioritura che avviene da inizio maggio. Consigliamo di tenere i fiori per due settimane e poi procedere con la potatura dei fiori ed eventuali rami che spuntano dalla forma del bonsai.

Rinvaso: Il rinvaso va fatto solitamente dopo i due o tre anni dall’ultimo rinvaso.

Si può rinvasare prima della fioritura con un rinvaso completo toccando le radici da fine febbraio, inizio marzo; oppure rinvasare dopo la fioritura, quindi verso metà o fine maggio, facendo attenzione a non toccare troppo le radici.

Il substrato per il rinvaso è Kanuma 100%, usata per le piante acidofile o miscelata con una percentuale di torba.


NPK Che Cos’è e perchè è importante?

NPK che cos’è e perché è importante per la concimazione del bonsai?

L’NPK indica i tre elementi principali presenti nel concime per bonsai o piante in genere, che sono:

N Azoto è un elemento importante per la crescita del bonsai per far crescere nuovi germogli e foglie dal verde intenso. Le piante che necessitano maggior azoto sono ad esempio le sempreverdi e le conifere.

P Fosforo importante per la crescita delle radici e lo sviluppo dei fiori. Viene assorbito dall’apparato radicale e aiuta a migliorare la fotosintesi clorofilliana.

K Potassio è un elemento importante per la lignificazione dei tessuti, aiuta a regolare l’apertura degli stomi favorendo la traspirazione. I vantaggi rende la foglia di colore brillante e germogli robusti e bonsai meno soggetti ad attacchi da patogeni.

Oltre all’NPK sono importanti anche i microelementi come Magnesio, zolfo e calcio, ferro, zinco, manganese ecc..

Akadama per Bonsai

Che cos’è l’Akadama?
Akadama tsuchi, tradotto dal giapponese
Aka: Rosso
Dama: Palla
Tsuchi: terra.
E’ un terriccio a base di argilla giapponese cotta ad alte temperature per formare i granelli e utilizzata come substrato per il bonsai.

Quale è il suo PH?
Il suo Ph è tra 5 e 6 e si può considerare leggermente acido. Assorbe i carbonati ed abbassa la durezza dell’acqua.

E’ vero che ci sono diversi tipi di Akadama?
Esistono diversi tipi di Akadama che si differenziano per la sua qualità e viene segnalata con delle bande o righe sulla confezione.
Quella ad una banda tende a sbriciolarsi in poco tempo e solitamente è meno costosa perché di qualità più scarsa.
Quella Hard Quality e top Quality sono più consigliate per il bonsai ed è più dura e più selezionata e quindi ha un’alta resistenza prima di sbriciolarsi, in quanto è cotta a più alte temperature.

Perché è la “terra” più usata nella coltivazione del bonsai?
Uno dei motivi per il quale si usa Akadama nei rinvasi dei bonsai, è che cambia in base alle necessità della pianta.
Una pianta appena rinvasata necessità di meno acqua, in quanto le radici devono crescere, pertanto i granelli di Akadama essendo ancora interi drenano di più, aiutano le radici ad avere una buona aerazione ed asciugano più velocemente. Con il passare del tempo le radici crescono ed iniziano a richiedere più acqua i granelli di Akadama inizieranno a sfaldarsi un po’ alla volta, diventando più piccoli e tratteranno più acqua.

Pertanto possiamo dire che muta in corrispondenza dell’esigenze del bonsai e non è considerato un male che si sfaldi come molte volte si pensi. Il problema dovuto allo sbriciolarsi troppo, però, può rendere il terreno idrorepellente, pertanto il bonsai farà fatica ad assorbire acqua e li bisognerà provvedere al più presto con il rinvaso.
L’akadama il primo anno può sfaldarsi in superficie ma i granelli all’interno del vaso possono durare per più anni ritrovandoli integri al prossimo rinvaso.

Quali sono i vantaggi che aiutano i neofiti?
Altra cosa importante che avvantaggia il bonsaista e soprattutto i principianti, è che questo tipo di substrato cambia colore: se bagnato diventa marrone scuro e se asciutto marrone chiaro. Pertanto può essere un aiuto per capire quando il bonsai sta asciugando e va annaffiato e quando è ancora bagnato.

Come viene venduta e come va usata?
L’Akadama viene venduta in sacchi. Per i bonsai si trova di granulometrie differenti media/fine e media/grossa.
Per usarla nei rinvasi conviene setacciarla.  Solitamente si riescono a ricavare tre granulometrie differenti che serviranno a comporre i vari strati del rinvaso.
La grana più grossa va messa sul fondo come drenaggio e le altre granulometrie a seguire.

Non è obbligatorio lavarla prima dell’uso, in quanto basterà annaffiare bene il bonsai dopo il rinvaso per notare che la sabbia accumulatasi sull’Akadama uscirà dai fori di drenaggio del vaso, fino ad ottenere acqua pulita.

L’Akadama si può miscelare con altri substrati o terre?
Si può mescolare ad altre terre come Kiryu, Pomice e Lapillo. Miscelarla a questi substrati aiuterà il terreno a non compattarsi troppo nel tempo e aggiustando le percentuali si potrà ottenere un terreno più drenante o con più ritenzione d’acqua in base al tipo di bonsai rinvasato aggiungendo ad esempio più Akadama, oppure regolare il Ph per le diverse essenze coltivate.

Su quali bonsai si può usare?
L’Akadama può essere usata su quasi tutte le specie coltivate, tranne l’azalea per la quale si consiglia l’uso della Kanuma perché predilige terra a ph acido.

Alcuni esempi delle specie coltivate con Akadama sono gli aceri, ginepri, pino pentaphylla, tasso anche con percentuali al 100% oppure miscelata come ad esempio con Kiryu e pomice.

Altri usi
L’Akadama è spesso utilizzata in Acquariofilia come terra allofana per creare il fondo dell’acquario. I vantaggi sono che assorbe molto i carbonati e abbassa la durezza dell’acqua ed assorbe molti nutrienti, ed è drenante.